
Le origini dei “RENZUNI” sono antichissime: in questi fondi,
e nelle vicinanze , si sono trovati, infatti, oggetti d’epoca
romanica, come monete, cocci e armi. I “RENZUNI” contemplano
nel loro complesso quattro fondi: RENZUNO DI MEZZO, RENZUNO
BIANCO, RENZUNO DI SOPRA, RENZUNO DI SOTTO. Del fondo RENZUNO
DI MEZZO, podere nel quale svolgiamo la nostra attività di
viticoltori, si trovano le prime tracce documentali in uno
scritto del 1397 del notaio Bramonte da Tossignano. Le tracce
storiche poi si perdono nei tempi e di sovente le uniche informazioni
si hanno con i vari passaggi di proprietà notarili: il primo
datato 1452, fino ad arrivare al 1844, anno in cui il fondo
passa di proprietà della famiglia Poggi, che ancora oggi ne
detiene la proprietà. Qualche informazione ulteriore giunge
ai giorni nostri sul podere vicino, RENZUNO BIANCO, sempre
di proprietà della famiglia Poggi fino a qualche decennio
fa, dove sorge una graziosa chiesetta: semplice, dalle linee
sobrie che nasconde e protegge al suo interno le spoglie mortali
della famiglia Poggi dal 1856 f

ino
ad oggi, conservate nella cappella Gentilizia ad uso perpetuo.
La chiesetta, che è oggi una parrocchia per la piccola comunità
della vallata, merita una visita perché accoglie il visitatore
con spunti paesaggistici di una bellezza quasi irreale, quasi
fosse scenario di un dipinto, l’opera di un pittore che ha
fermato nella sua opera lo scorrere del tempo. Durante la
seconda guerra mondiale RENZUNO DI MEZZO, per sua posizione
ha rappresentato un luogo di passaggio, ha visto sui suoi
aspri terreni diversi combattimenti; spesso, infatti, è stato
occupato più volte pur rimanendo, comunque, sicura dimora
della famiglia Poggi per tutta la durata del conflitto. Uno
dei personaggi di maggiore spicco della famiglia Poggi è stato
Monsignor Pietro Poggi che nacque a Casola Valsenio il

10
ottobre del 1869. Durante la guerra del 1915-18 fu cappellano
della Croce Rossa Italiana e non smise mai di interessarsi
alla cura dei malati; nel 1924 fondò ad Imola il servizio
di “Pronto soccorso”, il primo in Italia e nel 1936 ebbe la
massima onorificenza della Croce Rossa Italiana al tempo concessa
in Italia a sole altre quattro persone. Durante la II Guerra
mondiale fece ottenere il riconoscimento ad Imola di “città
ospedaliera”, grazie al quale non venne mai bombardata. Fu
fondatore e proprietario del centro di studi sismologici di
Imola che diresse per decenni insie

me
allo scienziato Guido Alfani, con cui collaborò anche allo
studio delle oscillazioni della torre di Pisa, alle fotografie
e allo studio del cielo. Fu anche presidente della Pia Istituzione
Pietro Barboncini e dopo averne salvato il patrimonio ne fondò
l’omonima scuola di musica. Monsignor Pietro Poggi si spense
ad Imola il 28 marzo 1960 ed il suo funerale paralizzò per
tutta la durata l’intera città di Imola.